Alessandro Vicini

Sono nata a Montreal (CANADA) nel 1978, la fotografia è sempre stata presente in famiglia grazie a mio padre, inizialmente per me era un gioco, un mezzo espressivo per condividere una passione con lui.

Ho sempre pensato che la fotografia servisse più a me di quanto io serva a lei, così un autoritratto si rivela un’esperienza sorprendente, una sorta di riconciliazione interiore.

Nel 2021 la partecipazione al Master di Primo Livello – Competenza e Identità presso la scuola di Meshroom ha rafforzato il mio interesse verso l’autoritratto e la sperimentazione, fornendomi le competenze necessarie per ricercare nuovi linguaggi.

Sperimentando la linea di confine tra realtà e finzione, tra vero o falso, continuo a giocare.

Quarto tempo

Quarto tempo parla di amore. 

Amore per il rugby, sport duro ma i cui valori sono più importanti del risultato; amore verso i propri compagni di squadra che diventano fratelli, con i quali condividere fango e gloria; amore per mio padre che mi ha insegnato a vivere la vita seguendo quei valori. 

La lealtà verso i propri compagni e verso l’avversario è uno dei cardini attorno al quale vengono formati i rugbisti sin da piccoli, le battaglie che avvengono sul campo da gioco terminano tutte nel famoso terzo tempo, splendida usanza che vede la squadra ospitante offrire il pranzo a tutti i componenti della squadra avversaria. 

Il sacrificio, l’impegno, il rispetto dei propri compagni, dell’allenatore, delle decisioni arbitrali fanno del rugby uno sport romantico, dove piccoli e grandi guerrieri e guerriere, difendono la propria maglia come fosse la propria terra. 

Sento pertanto la necessità di porre l’accento sull’esempio e gli insegnamenti che questa disciplina sportiva riesce a tramandare di generazione in generazione, di padre in figlio.


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